Nutrizione Per te



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GESTIONE DEL PESO



Visto l'enorme interesse che da cinquant'anni a questa parte ha suscitato il trattamento del sovrappeso/obesità, sono oggi disponibili i più svariati interventi, proposti non solo da personale adeguatamente formato ed autorizzato, ma da una serie di personaggi che ha diffuso le più fantasiose diete prive di qualsiasi fondamento scientifico e legate a motivi di business (vendita di riviste, libri, consumo di alimenti a marchio della dieta, esecuzione di test di presunte intolleranze alimentari mai validati...). Tutte le diete basate su un qualsiasi tipo di riduzione dell'introito di cibo portano inevitabilmente alla perdita di peso, quindi tutte le diete dimagranti funzionano, almeno per un periodo iniziale. Ma a quale prezzo?

Numerosi studi scientifici hanno analizzato e confrontato queste diete fortemente ipocaloriche ed hanno chiaramente dimostrato che portano a carenze di nutrienti essenziali ed uno sbilanciamento verso altri. Inoltre la riduzione dell'apporto calorico al di sotto del proprio metabolismo basale a lungo andare determina una serie di conseguenze, in primis la riduzione della massa magra (quella metabolicamente più attiva che fa consumare calorie!), dell'equilibrio ormonale e a livello psicologico quantomeno stati di frustrazione e tono depresso. Unico effetto di queste diete è l'effetto yo-yo: l'impossibilità di seguire a lungo regimi alimentari così monotoni e stressanti porta presto all'abbandono ed al ritorno delle vecchie abitudini alimentari, con conseguente recupero non solo dei chili persi con tanta fatica, ma all'acquisto di ulteriore peso a causa del rallentamento del metabolismo indotto dalla dieta stessa!

Alla luce delle attuali conoscenze, il trattamento più efficace del sovrappeso/obesità è quello che associa:

TRATTAMENTO DIETETICO

E' fondamentale un piano alimentare moderatamente ipocalorico e bilanciato nei micro e macro nutrienti, che risponda ai fabbisogni specifici della persona, il più possibile compatibile con i suoi ritmi di vita. La proposta nutrizionale è affiancata da una vera e propria educazione alimentare, che fornisce le conoscenze per scegliere gli alimenti in maniera consapevole e sfatare le errate informazioni diffuse dalle fonti più svariate (molti, ad esempio, considerano ancora pane e pasta come alimenti da evitare il più possibile, non sapendo il notevoleapporto calorico di altri alimenti ricchi in grassi o zuccheri non visibili!).

INTERVENTO COGNITIVO COMPORTAMENTALE

La persona diventa consapevole del proprio comportamento alimentare, degli stimoli biologici, emotivi e sociali che lo condizionano (es. fame biologica o fame nervosa?), impara a modificare i comportamenti nei riguardi del cibo ed altri aspetti del suo stile di vita che l'hanno portata a prendere peso negli anni, individuando cambiamenti possibili e graduali. La persona impara a gestire le situazioni ad alto rischio, rendendosi consapevole della propria autoefficacia, a confrontarsi con le trasgressioni, che non sono da evitare in assoluto ma vanno sperimentate per diventare capaci di gestirle nell'ambito di un generale stile alimentare migliorato.

AUMENTO DELL'ATTIVITÀ FISICA

E' sicuramente una delle componenti più importante per perdere e soprattutto per mantenere a lungo termine il peso raggiunto, sia per motivi fisici che psichici. L'attività fisica, dal semplice camminare all'attività aerobica intensa, permette il consumo di energia, proporzionalmente alla sua intensità e durata, aiuta a ridurre la perdita di massa muscolare, aumenta il tono dell'umore per liberazione delle endorfine, aiuta a controllare l'appetito limitando la fame nervosa, riduce le complicanze mediche legate all'obesità (riduzione della pressione arteriosa, miglioramento del metabolismo glucidico, riduzione dei trigliceridi, ...).

L'unica possibilità per raggiungere il peso salutare e soprattutto riuscire a mantenerlo nel tempo è quindi quella di sviluppare gradualmente uno stile alimentare e di attività fisica che sia possibile adottare senza troppo sforzo per tutta la vita. La maggior parte delle persone che sono riuscite a dimagrire e poi a stabilizzarsi sul nuovo peso hanno quasi tutte smesso di pensare alla dieta, mentre si sono impegnate a migliorare il proprio stile di vita.







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PER OGNI ETÀ



Nel corso della vita le esigenze nutrizionali cambiano notevolmente, sia in qualità che in quantità.

L'alimentazione è parte essenziale della crescita del BAMBINO, non solo perché ne influenza la struttura fisica ma anche le abitudini alimentari che poi tendono a radicarsi nel suo comportamento da adulto. Specie nella prima infanzia, il cibo è anche mezzo di comunicazione che bisogna conoscere e saper utilizzare come strumento educativo. L'alimentazione dei bambini da 4 ai 9 anni non è più influenzata solo dal comportamento dei genitori ma da sempre più fattori esterni, specie i messaggi pubblicitari e le abitudini alimentari dei compagni di scuola. Il genitore deve quindi vigilare in maniera ancor più attenta.

Ma la convinzione nasce dalla conoscenza, per cui è fondamentale sapere le razioni alimentari adeguate ai fabbisogni energetici delle varie età ed imparare a leggere le etichette degli alimenti che si acquistano. Si scoprirà che spesso viene proposto al bambino molto più cibo di quanto ne abbia realmente bisogno. Non è un caso l'allarmante aumento dell'obesità in età pediatrica a cui si assiste negli ultimi anni!

Altro rischio a cui si va facilmente incontro in questa età è la ricerca della gratificazione o consolazione nel cibo, un meccanismo da contrastare perché una volta acquisito può perdurare e riproporsi in età adulta.

In ADOLESCENZA si hanno i maggiori bisogni nutrizionali sia a livello quantitativo che qualitativo considerando l'accelerato sviluppo a cui l'organismo va incontro. In questo periodo di ricerca di identificazione personale, non è raro che i disagi e le paure si riflettano in un possibile rapporto conflittuale con il cibo. Un fenomeno diffuso in questa fascia d'età è la preoccupazione di non rispecchiare i canoni di forma e peso suggeriti dai mass media, che spesso porta ad intraprendere diete ipocaloriche totalmente squilibrate allo scopo di raggiungere modelli estetici di estrema magrezza. Tutto ciò può favorire lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare quali anoressia e bulimia, anch'essi in forte crescita negli ultimi anni.

L'alimentazione dell'ADULTO non può essere uguale a quella di un bambino che sta crescendo o quella di un adolescente che sta portando a termine il proprio sviluppo psico-fisico, specie se lo stile di vita è sedentario. La scelta di ciò che si mangia diventa fondamentale per mantenere e far funzionare al meglio i tessuti del proprio corpo ed allontanare il rischio di sviluppare malattie metaboliche e tumorali.

L'alimentazione della donna nel PERIODO PREGRAVIDICO deve mirare a riportare i valori del peso nei limiti della normalità per evitare che l'eccessivo aumento ponderale che segue porti più facilmente ad una serie di conseguenze negative sia per la mamma che per il bambino (es. difficoltà nel parto, sviluppo di disordini metabolici quali ipertensione e diabete gestazionale, predisposizione del neonato allo sviluppo di patologie come obesità o diabete di tipo 2 nella vita adulta).

Durante la GRAVIDANZA l'alimentazione della futura mamma merita un'attenzione doppia, specie sulla qualità: alimenti da evitare totalmente o da ridurre, alimenti da consumare con più frequenza, attenta distribuzione dei pasti durante la giornata . Al contrario di ciò che si può pensare, vi è solo un modesto aumento dei fabbisogni energetici, mediamente di 150 chilocalorie giornaliere. L'alimentazione in ALLATTAMENTO non differisce di molto da quella della gravidanza dato che i fabbisogni nutrizionali sono piuttosto simili. Da sottolineare è l'importanza dell'apporto idrico (in media 2 litri e mezzo al giorno) per compensare le perdite di liquidi per la produzione del latte.

Durante la MENOPAUSA la riduzione degli ormoni femminili (estrogeni) a favore di quelli maschili (androgeni) predispone ad un aumento del grasso viscerale a livello addominale, con incremento del rischio cardiovascolare. A causa delle modificazioni ormonali, infatti, a parità di attività fisica, si riduce il dispendio energetico, mediamente di 200-250 chilocalorie al giorno.

Per gli OVER 65 un'adeguata alimentazione è l'arma migliore per combattere l'invecchiamento, specie se unita alla costante attività fisica. Un adeguato apporto proteico consentirà di limitare la perdita di massa muscolare , un apporto energetico bilanciato ai reali consumi eviterà il facile aumento di peso, la scelta del tipo di grassi da consumare ridurrà i rischi cardiovascolari, la predilezione di alimenti ricchi in antiossidanti contrasterà i danni da radicali liberi.

Di seguito una serie di indicazioni generali che stanno alla base di una alimentazione corretta ed equilibrata, valide per tutte le età
(fonte INRAN, 2003):

  • 1. Controlla il peso e mantieniti attivo
  • 2. Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
  • 3. Grassi: scegli la qualità e limita la quantità
  • 4. Zuccheri, dolci, bevande zuccherate: nei giusti limiti
  • 5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza
  • 6. Il sale? Meglio poco
  • 7. Bevande alcoliche: se sì solo in quantità controllata
  • 8. Varia spesso le tue scelte a tavola






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PATOLOGIE



Dopo accertata diagnosi della patologia da parte del medico curante e/o del medico specialista, vengono elaborati piani alimentari che rispondono alle esigenze specifiche della persona con:

PATOLOGIE DELL'APPARATO CIRCOLATORIO:
  • Arteriosclerosi
  • Cardiopatia in cura con anticoagulanti orali
  • Cefalea
  • Emorroidi acute
  • Insufficienza cardiaca
  • Insufficienza venosa degli arti inferiori
  • Ipertensione arteriosa
  • Ipotensione arteriosa
PATOLOGIE DELL'APPARATO DIGERENTE:
  • Calcolosi della cistifellea
  • Cirrosi epatica
  • Colecistite
  • Colite ulcerosa
  • Diverticolosi del colon
  • Duodenite
  • Epatite cronica
  • Ernia iatale
  • Esofagite da reflusso
  • Gastrite
  • Gastropatia da reflusso biliare
  • Gastropatia iposecretiva
  • Meteorismo
  • Morbo di Crohn
  • Pancreatite cronica
  • Sindrome del colon irritabile
  • Steatosi epatica
  • Stipsi
  • Ulcera peptica
  • A seguito d'interventi chirurgici:

    • Post-colicistectomia
    • Post-colectomia
    • Post-gastrectomia
    • Post-ileostomia
PATOLOGIE DEL RENE E VIE URINARIE:
  • Cistite
  • Insufficienza renale cronica
  • Litiasi renale fosfatica
  • Litiasi renale ossalica
  • Litiasi renale uratica
PATOLOGIE ENDOCRINE E METABOLICHE:
  • Diabete mellito insulino dipendente (Tipo I)
  • Diabete mellito non insulino dipendente (Tipo II)
  • Insulino-resistenza
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertrigliceridemia
  • Iperuricemia
  • Iperomocisteinemia
  • Ipertiroidismo
  • Ipotiroidismo
  • Ipopotassiemia
  • Iposideremia
  • Osteoporosi
REAZIONI AVVERSE AGLI ALIMENTI:
  • Allergia a proteine presenti in determinati cibi (es. latte, uova, pesce, crostacei, molluschi, arachidi e legumi, grano, alcuni tipi di frutta e verdura)
  • Allergia al nichel
  • Intolleranza al lattosio
  • Intolleranza alla tiramina, istamina
  • Favismo
  • Celiachia
PATOLOGIE EMATOLOGICHE:
  • Anemia da carenza di ferro
  • Anemia da carenza di acido folico
  • Anemia da carenza di rame
  • Anemia da carenza di riboflavina
  • Anemia da carenza di vitamina B12
PATOLOGIE DERMATOLOGICHE:
  • Acne
  • Candidosi
  • Ipercheratosi
  • Iperpigmentazione
  • Pannicolopatia edematofibrosclerotica
  • Psoriasi






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SPORT



Che tu sia un atleta professionista o una persona che pratica dell'attività fisica con una certa frequenza, saprai bene l'attenzione che merita ciò che mangi per poter raggiungere la migliore prestazione sportiva o semplicemente per guadagnare il benessere psico-fisico.

Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute.

Così parlava Ippocrate (460-377 a.C.) e da allora nessuno è stato in grado di provare il contrario!

Come qualsiasi altra persona in buona salute, lo sportivo deve seguire i principi di una corretta e varia alimentazione, ma con un'attenzione particolare nell'equilibrio dei vari macro e micronutrienti e nell'adeguatezza dell'apporto energetico.

Gli obiettivi nutrizionali principali a cui deve mirare uno sportivo possono essere così riassunti:

  • APPORTO SUFFICIENTE DI ENERGIA
    Per la legge del bilancio energetico, più è l'attività che si svolge, più è l'energia che si consuma e più è il "carburante" che va introdotto

  • APPORTO MAGGIORE DI CARBOIDRATI
    In particolare quelli complessi (presenti in pane, pasta, riso...) che hanno un metabolismo più lento e consentono di disporre di energia per un periodo più lungo rispetto a quelli semplici (zucchero, miele, marmellate...)

  • APPORTO MAGGIORE DI ACQUA
    Per evitare stati di disidratazione che influiscono sulla prestazione fisica e per reintegrare le perdite che si hanno con la sudorazione (atleti impegnati in allenamenti di rilevante intensità e durata possono perdere anche fino a 5 Kg di peso corporeo in acqua!)

Ulteriori obiettivi, non meno rilevanti, sono:
  • APPORTO ADEGUATO DI PROTEINE
    In particolare quelle ad alto valore biologico (presenti in carne, pesce, uova, latte e suoi derivati) sono fondamentali per chi fa attività sportiva per la loro funzione costruttiva e riparatrice dei muscoli danneggiati dall'attività stessa.

  • APPORTO ADEGUATO DI MINERALI
    Con la sudorazione si perdono grandi quantità di sali minerali (sodio e cloro principalmente, potassio, magnesio e calcio in misura minore) che devono essere reintegrati con l'acqua prima, durante e dopo l'allenamento/gara.

  • APPORTO ADEGUATO DI VITAMINE ANTIOSSIDANTI
    L'attività fisica, determinando un aumento dei metabolismi energetici, comporta inevitabilmente un aumento della produzione dei radicali liberi implicati nell'invecchiamento cellulare. Un'alimentazione ricca in antiossidanti è la miglior difesa contro i radicali liberi.

Il regime nutrizionale di uno sportivo è il risultato di un protocollo di valutazione che comprende diversi aspetti della persona, dai dati antropometrici (peso, altezza, indici corporei, distribuzione della massa magra e massa grassa) ad aspetti clinici (eventuale presenza di concomitanti malattie o carenze nutrizionali). Non si può prescindere dal considerare le attuali abitudini alimentari e lo specifico programma di allenamento e la programmazione degli eventuali impegni agonistici.

Per gli atleti, in particolare, saranno valutati:
  • Alimentazione solida e/o liquida durante l'allenamento
  • Razione di recupero dopo l'allenamento
  • Preparazione nutrizionale alla gara
  • Alimentazione solida e/o liquida durante la gara
  • Alimentazione nei periodi di recupero

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